L’Istituto Zaccagnini ha adottato una piattaforma di intelligenza artificiale personalizzata per affiancare tutoring e coaching online. Il sistema, basato su fonti e lessico dei docenti, punta sull’apprendimento attivo e sui feedback, evitando l’uso dell’IA come scorciatoia per i compiti.

Il dibattito sull’intelligenza artificiale a scuola è oramai maturo per valutare i risultati delle prime esperienze concrete di applicazione. Si tratta di casi singoli, ma indicativi, che danno però il quadro di una sperimentazione emergente. Così accade nell’Istituto Zaccagnini, scuola per ottici e optometristi post diploma, con sedi a Bologna e Milano, che ha scelto una piattaforma di intelligenza artificiale per integrare il servizio di tutoring e coaching online, già esistente.

La tecnologia è di AskLea, ma sono stati i docenti dell’Istituto Zaccagnini a dare al sistema le fonti, il lessico, le modalità di interazione, personalizzate sugli insegnamenti della scuola. L’approccio ha richiesto un coinvolgimento diretto delle figure didattiche, per garantire la coerenza con gli obiettivi formativi.

Un modello adatto al contesto educativo

Ha detto Giorgio Righetti, Direttore dell’Istituto Zaccagnini – IBZ: “La piattaforma IA è stata adattata ed espressamente predisposta ad hoc sulle materie di studio dei nostri studenti: si tratta del primo caso del genere, per quanto riguarda gli istituti per ottici e optometristi. Non abbiamo voluto dare agli studenti un semplice chatbot ma realizzare un sistema di fonti autorevoli ed eccellenti, con una formula specifica di apprendimento attivo”. Il modello mira a coinvolgere il pensiero critico e l’autoanalisi, evitando la produzione automatica di compiti.

Una sperimentazione precedente

Il Comitato scientifico dell’Istituto Zaccagnini ha voluto documentarsi, prima di attivare l’IA. Il punto di partenza è un dato: studi dimostrano che se l’IA viene usata “per farsi fare il compito”, il risultato finale nell’apprendimento peggiora. L’OECD Digital Education Outlook 2026 menziona un lavoro condotto negli Stati Uniti, presso studenti universitari, sul rapporto tra IA e apprendimento. Il 12% di chi aveva scritto un elaborato con l’aiuto diretto di un chatbot era in grado di ricordarne i contenuti poco tempo dopo; mentre in coloro che avevano scritto senza IA, con l’aiuto di motori di ricerca, la percentuale saliva all’89%.

Lo stesso rapporto segnala, peraltro, che quando l’intelligenza artificiale è usata come mezzo per un active learning, i benefici cognitivi sono reali. Questo ha spinto l’Istituto ad attivare un modello di apprendimento attivo che costringesse gli studenti a mettersi in gioco, evitando le strade più facili.

Funzionamento della piattaforma

Il modello in uso presso l’Istituto Zaccagnini è multilingue, disponibile a ogni ora e senza limiti di utenti contemporanei. Spiega Gilardoni: “Il sistema fornisce un supporto concreto all’apprendimento permettendo di sviluppare un metodo di studio. Attraverso domande mirate, guida lo studente nella riorganizzazione dei concetti e nella creazione di schemi e mappe concettuali, incentivando sempre il ragionamento e senza mai sostituirsi allo sforzo cognitivo personale”.

Un punto fondamentale è la struttura del lavoro di studio: la piattaforma non propone contenuti predefiniti, ma è programmata per aiutare ad affinare la proprietà di linguaggio, l’utilizzo della terminologia corretta e il metodo di ricerca. Ogni sessione termina con un feedback sui punti di forza e sulle carenze, permettendo un’apprendimento continuo su misura.

Riscontri iniziali

Al termine di un primo periodo di utilizzo, i dati quantitativi non sono ancora disponibili in termini di rendimento e risultati scolastici. Dalle prime esperienze raccolte, però, il riscontro è stato positivo. Alcuni studenti hanno messo a confronto la piattaforma con altri sistemi di IA, riconoscendo come essa abbia un’interfaccia costruita appositamente sugli obiettivi didattici. Secondo il confronto, il modello dell’Istituto Zaccagnini si distingue per la sua attenzione all’apprendimento, non alla produzione di testi o compiti.

Dati nazionali sull’uso dell’IA nelle scuole

Utilizzo tra studenti

    • Secondo il 59esimo rapporto Censis sulla situazione sociale del paese (dicembre 2025), il 72,0% degli studenti della scuola secondaria di secondo grado utilizza già l’IA per lo studio e i compiti o nella vita personale.
    • Un’altra indagine italiana, del think tank Tortuga in collaborazione con Yellow Tech, rileva che:
      • uno studente su tre utilizza l’IA una volta alla settimana;
      • più di uno studente su quattro la utilizza tutti i giorni.

Differenza di percezione tra docenti e alunni

Lo stesso studio Tortuga Policy Reports (settembre 2025, Generazione AI) sottolinea una diversa percezione di utilizzo dell’IA tra insegnanti e studenti:

    • il 35,6% dei docenti crede che i propri studenti non usino mai l’intelligenza artificiale, mentre in realtà solo il 17% degli studenti non ne fa uso regolare;
    • secondo lo studio, questa discrasia nasce da bias di percezione: insegnanti e studenti vivono l’uso dell’IA in modo molto diverso.

Feed-back dagli studenti

Gli studenti dell’Istituto Zaccagnini sono per lo più giovani e giovani adulti, poiché i corsi si seguono dopo il diploma di maturità. Sono presenti anche diverse fasce di età, compresi adulti sopra i 30 anni.

I primi feedback sull’utilizzo della piattaforma IA di Zaccagnini sono entusiasmanti. Come riferito dagli studenti: “In effetti stai studiando, proprio mentre la usi”, perché “ti dà le risposte solo se la segui nei ragionamenti”, e in questo modo “fissi i concetti”. Altri riferiscono di usare la piattaforma “per farsi interrogare” e per verificare la propria comprensione. Il sistema si è dimostrato utile anche per studenti di origine straniera che stanno imparando l’italiano.

Conscious use of AI da parte degli studenti

Le nuove generazioni conoscono gli aspetti positivi e negativi dell’utilizzo dell’AI nel loro percorso di studio? Lo studio Censis ha cercato di rispondere a questa domanda:

  • Il 72% degli studenti