L’approccio di digitalizzazione messo in atto attraverso pagoPA non è solo innovativo ma anche misurabile con precisione, grazie a uno studio econometrico condotto da PagoPAS.p.A. e dalla Ragioneria Generale dello Stato. Questo documento presenta le evidenze riguardo all’aumento delle capacità di incasso dei Comuni, il risultato della piena integrazione nella piattaforma pagoPA, e l’impatto positivo sull’efficacia della governance locale.
PagoPA: un strumento per la convergenza amministrativa
L’analisi mostra chiaramente che l’uso di pagoPA ha sbloccato risorse significative, attivando un processo di convergenza amministrativa. Tale strumento è stato fondamentale nello sviluppo di servizi digitali che, grazie all’accessibilità, hanno facilitato le entrate spontanee, contribuendo al miglioramento generale della qualità del servizio pubblico.
L’accelerazione dell’onboarding tecnologico
Da un lato le politiche digitali, e in particolare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), hanno rappresentato uno spostamento epocale nella modernizzazione della pubblica amministrazione. Dall’altro, i Comuni hanno risposto rapidamente alle chiamate per accedere ai fondi del PNRR, con l’obiettivo di migliorare il proprio contesto tecnologico, digitale e organizzativo.
Le politiche digitali e il monitoraggio dei risultati
Il monitoraggio formale dei risultati di implementazione rappresenta solo il punto di partenza. Una volta completata la trasformazione digitale, le politiche pubbliche devono concentrarsi su una valutazione strutturale e qualitativa del loro impatto. Solo attraverso uno studio econometrico è possibile analizzare l’efficacia reale delle riforme e il loro impatto sull’economia locale.
Un partenariato per l’analisi concreta
La società PagoPA ha collaborato con l’Unità di Missione Next Generation EU e l’Ispettorato Generale per la Finanza delle Pubbliche Amministrazioni (IGEPA) per condurre uno studio approfondito. Lo studio ha cercato di misurare, attraverso metodologie empiriche, l’efficacia della piattaforma pagoPA per le amministrazioni locali. I risultati sono disponibili su un seminario pubblicato sulla piattaforma e rappresentano una solida evidenza per la governance futura delle politiche digitali.
L’adesione dei Comuni e l’estensione della piattaforma
I dati iniziali evidenziano una forte adesione alla misura promossa dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio. Con un finanziamento totale di circa 135 milioni di euro, sono state richieste lastricati 6.400 Comuni, finanziandone l'adozione tecnologica per 6.123 enti, quasi l’80% delle amministrazioni locali italiane.
Questa adesione capillare ha significativamente accelerato l’integrazione di oltre 35 servizi di incasso sulla piattaforma, coerente con gli obiettivi del Piano.
L’aumento dei volumi transazionali
- I volumi di transazioni sull’interfaccia pagoPA crescono da 6,3 milioni nel 2019 a 64,1 milioni nel 2025;
- Il controvalore intermediato ha superato i 11,6 miliardi di euro;
- Cresce in maniera storica il numero dei Comuni che beneficiano della digitalizzazione.
Un’analisi scientifica e rigorosa
Per capire se quest’evoluzione digitale abbia effettivamente prodotto risultati concreti, è stato utilizzato un approccio econometrico Staggered Difference-in-Differences (DiD), che ha permesso di isolare l’effetto della digitalizzazione da fattori esterni. Il risultato ottenuto indica che pagoPA ha permesso ai Comuni di raccogliere da 243 a 469 milioni di euro addizionali in risorse.
I benefici strutturali
Queste nuove entrate riducono le inefficienze di cassa ed evitano l’accumulo di residui attivi. Il risparmio prodotto consente di finanziare servizi essenziali, come la manutenzione delle infrastrutture e il sostegno alla popolazione meno abbiente.
I benefici emergono nel tempo
Una visione completa dei vantaggi della piattaforma pagoPA richiede un’analisi a lungo termine. Solo dopo anni di integrazione e di utilizzo massiccio, i benefici economici si esprimono appieno.
- Le amministrazioni locali devono completare l’automazione interna;
- Devono rivedere le procedure di emissione e notifica;
- Sono richiesti processi di sollecito più mirati.
L’effetto equalizzatore di pagoPA
Spesso si ipotizza che i benefici del digitale siano concentrati nei grandi enti o in aree geografiche già sviluppate. I dati dimostrano il contrario: pagoPA ha favorito l’equità territoriale.
Esempi di equalizzazione
I Comuni che inizialmente avevano una bassa capacità di riscossione hanno registrato un aumento più consistente rispetto a quelli che già possedevano una buona base fiscale.
- I proventi delle mense scolastiche sono cresciuti;
- I flussi da asili nido hanno mostrato una maggiore liquidità;
- La piattaforma ha aiutato a ridurre i divari strutturali.
Conclusione
L’analisi conferma che l’innovatione digitale non si misura solo in termini di numeri, ma anche in termini di equità territoriale e di efficienza amministrativa. I benefici di pagoPA emergono non in modo automatico, ma nel tempo, quando vengono integrate con un raffinamento dei processi interni e una visione innovativa del rapporto con il cittadino.