Il reciclo dell’arte antica non era un fenomeno estetico o ecologico, bensì una strategia economica. Chiunque avesse accesso a blocchi di pietra di buona qualità poteva usarli per costruzioni, indipendentemente dal loro passato, che potesse trattarsi di un tempio dedicato a Giove o di un’immagine imperiale decaduta. Questo approccio, conosciuto come spolia nel mondo dell’arte, ha recentemente consentito agli archeologi spagnoli di risolvere misteri accumulati nel tempo.
Ripescati da un almacén
Il sito archeologico di El Monastil, situato a Elda (Alicante), era rimasto avvolto nel mistero per anni. Fu proprio grazie alle pratiche di spolia che i ricercatori sono riusciti a identificare una sfinse romana finita per caso in una scala. Il caso ha svolto un ruolo cruciale, grazie alle precipitazioni che hanno rivelato la natura speciale del blocco.
La strada per questa scoperta iniziò nel 2000 durante gli scavi della cinta muraria tardo-romana a El Monastil. Gli operai avevano estratto una scala con tre scalini, ma in seguito a una forte pioggia del 2001 si verificarono dei cedimenti che espondevano nuovi reperti. Fu durante queste ispezioni che gli archeologi, guidati da Antonio M. Poveda, si accorsero che uno scalino non era pietra normale.
Un errore di venti anni
La sfinse, scolpita nel calcare giallo locale, era molto ridotta: 31 centimetri di altezza per 55 di larghezza. Il manufatto aveva perduto capo, ali e zampe, e la sua identità era in discussione. Era riconducibile a un’immagine femminile iberica o a una dea sconosciuta?
La svolta è arrivata solo nel 2020 quando il Museo Arqueológico de Elda, grazie a una collaborazione con il catedrático Ferrán Arasa i Gil, ha confrontato le tracce della sfinse con reperti simili provenienti da siti romani in Germania, Romania e Nord Italia. Questo confronto ha permesso di identificare con certezza il reperto: si tratta di una sfinse funeraria romana del I secolo d.C.
Una guida per l’aldilà
Non si tratta di un semplice decoro. Questo tipo di sfinse aveva un ruolo specifico in contesto funebre: era un psicopompo, una guida per l’anima del defunto. La sua posa aggressiva e la sua forma ibrida – con corpo di leone e tratto umano – avevano lo scopo di spaventare chiunque si avvicinasse alla tomba. Si tratta di una protezione apotropaica, una pratica simbolica simile a quelle viste in opere moderne come ‘La storia interminabile’.
In epoca romana, il proprietario di questa sfinse faceva parte dell’élite rurale di Ilici Augusta (oggi Elche). Questi agrari potevano permettersi di costruire mausolei monumentali, simboli di potere e status sociale, lungo la Vía Augusta.
Prima un culto religioso, ora un semplice scalino
Il riutilizzo di elementi artistici era molto comune. I Visigoti, ad esempio, non avevano interesse per i simboli culturali precedenti. Esempi simili si registrano in Baetulo (Badalona), Segóbriga (Cuenca), Obulco (Jaén) o Carissa Aurelia (Cádiz).
- La Mezquita di Cordova, ad esempio, è costruita su colonne romane e bizantine.
- La cattedrale di Toledo sorge dove ci fu la Mezquita Bab al-Mardum.
- San Pedro de la Nave a Zamora, costruita nel VII secolo, fu visigoda.
- La basilica di Santa Eulalia di Mérida sorge sopra un tempio romano dedicato a Marte.
- L’antico minareto almohade nella Giralda di Siviglia fu adattato in torre campanaria cristiana.
Monastil: un crogiuolo di civiltà
Il sito archeologico di Monastil è una stratificazione di culture, un mix di epoche che abbraccia l’età del Bronzo, la presenza fenicia, l’esercito romano nel periodo di Pompeo, il monastero bizantino e l’architettura religiosa visigoda. È un crogiuolo di passaggi storici dove si ritrovano reperti fuori contesto, rimessi in gioco per nuovi scopi.
I reperti di Monastil non finiscono mai di sorprendere. Gli esperti lavorano instancabilmente nell’archivio del Museo Arqueológico de Elda per rimettere ordine in questa complessità stratificata. Il lavoro non ha fine: ogni nuovo ritrovamento ha il potere di riscrivere la storia archeologica e di mostrare il modo in cui ci si adattava al cambiamento nel corso dei secoli.