Una falsa estensione per Google Chrome, riferita come “Search for perplexity ai”, ha suscitato preoccupazione tra gli esperti di sicurezza. I ricercatori Microsoft hanno individuato questa estensione che, una volta installata, intercettava le query digitate dagli utenti e dirottava il traffico verso un sito non legittimo: perplexity-ai.online, anziché al sito ufficiale perplexity.ai. Questo fenomeno, noto come “search hijacking”, può essere sfruttato per raccogliere dati degli utenti utili a scopi pubblicitari non autorizzati e monetizzarli.
Il dirottamento e la raccolta dati
Dopo l’installazione, l’estensione modificava in maniera automatica il motore di ricerca predefinito del browser. Ogni volta che un utente digitava una query nella barra degli indirizzi, gli hacker riuscivano a intercettarla e a tracciare in tempo reale le sue ricerche. Questo processo avveniva persino per i suggerimenti automatici proposti da Chrome durante la digitazione.
L’estensione sfruttava tre permessi DNR (DeclarativeNetRequest): il primo permetteva di visualizzare la query inserita, il secondo registrava l’indirizzo IP, le intestazioni del browser e la stringa user-agent, e il terzo reindirizzava la ricerca verso la destinazione non autorizzata. Questo livello di controllo sul traffico degli utenti rappresenta una potenziale minaccia per la privacy e la sicurezza online.
Potenziali rischi e rimedi suggeriti
Sebbene Microsoft non abbia riscontrato tracce di funzionalità specifiche come il furto delle credenziali degli account, i ricercatori hanno evidenziato che tali attività potrebbero essere state aggiunte nelle versioni successive dell’estensione. Il team ha segnalato l’estensione a Google e il colosso ha deciso di rimuoverla dal Chrome Web Store.
Gli utenti sono invitati a verificare le estensioni installate su Chrome e, qualora avessero installato “Search for perplexity ai”, a rimuoverla manualmente dal browser. È sempre raccomandabile installare solo estensioni provenienti da fonti fidate, evitando quelle con permessi irragionevoli o non necessari.
Raccomandazioni per la sicurezza online
Il caso dimostra l’importanza di mantenere un’adeguata curiosità e prudenza quando si scaricano estensioni da terze parti, specie quelle che modificano la funzionalità di ricerca o richiedono permessi estesi. Inoltre, si consiglia di tenere aggiornato il proprio browser e di usare strumenti aggiuntivi per la sicurezza, come browser adatto alla privacy o strumenti di blocco tracker.
L’esperienza sottolinea come le estensioni dannose spesso siano di facile installazione e difficili da riconoscere in fase iniziale. La loro presenza può andare a scapito della sicurezza degli utenti, rendendo necessario un monitoraggio continuo da parte tanto delle istituzioni quanto delle grandi piattaforme come Google, che devono garantire un ambiente sicuro per gli sviluppatori e gli utenti.
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